NON INDICARE I COSTI DELLA MANODOPERA PUÒ COMPORTARE L’ESCLUSIONE DALLA GARA

Con una sentenza dello scorso maggio, la Corte di Giustizia Europea (CGUE) ha stabilito che l’esclusione di un concorrente che abbia omesso di indicare i costi della manodopera non contrasta con il diritto comunitario. Questo vale anche nei casi in cui tale obbligo non sia chiaramente indicato dalla normativa di rango primario o dalla lex specialis di gara, purché sia chiaramente previsto dalla normativa di rango primario espressamente richiamata dalla documentazione di gara.
Laddove invece tale obbligo derivi da una mera interpretazione di clausole della legge di gara o del disposto normativo – o, ancora, sia disposto dal meccanismo diretto a colmare le lacune presenti nei documenti attraverso gli interventi delle autorità garanti o dei giudici amministrativi – l’eventuale esclusione dovrà essere considerata illegittima.

La domanda di pronuncia pregiudiziale alla CGUE era stata sollevata dal Tar Lazio, chiamato a decidere sulla compatibilità con il diritto comunitario del ricorso al soccorso istruttorio a fronte dell’omessa indicazione dei costi della manodopera.
Analizzando il diritto Italiano, i giudici di Bruxelles hanno riconosciuto che l’articolo 95 comma 10 del Codice dei Contratti Pubblici impone espressamente l’obbligo di indicazione degli oneri della manodopera, che pertanto non può essere disatteso. Il mancato rispetto di tale obbligo, inoltre, non è rettificabile mediante il ricorso al soccorso istruttorio, in quanto elemento afferente l’offerta economica e quindi non correggibile ai sensi del disposto dell’articolo 83, comma 9 del Codice.
Discendendo da un disposto normativo, tale obbligo risulta applicabile anche laddove la lex specialis di gara non riporti il richiamo al citato articolo 95 comma.