CEDOLARE SECCA PER I CONTRATTI DI LOCAZIONE COMMERCIALE

Cedolare Secca Negozi e Botteghe

Nella Risoluzione 17 maggio 2019 n.50/E, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti circa l’estensione della cedolare secca al 21% anche alle locazioni di immobili ad uso commerciale. Tale regime – ha stabilito – si applica anche nei confronti di locatari (persone fisiche o società) che svolgono attività commerciale in relazione a immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe), mentre ai fini del regime agevolato resta confermato che il locatore deve essere una persona fisica che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa.

Facciamo un passo indietro. Per i nuovi contratti conclusi nell’anno 2019, l’ultima Legge di Bilancio prevede la possibilità di optare per l’applicazione di una cedolare secca al 21% dell’imposta di registro e di bollo (sostitutiva dell’IRPEF), per i canoni d’affitto di immobili commerciali.
Si tratta, più in particolare, di contratti di locazione:

  • aventi a oggetto unità immobiliari accatastate nella categoria C/1 – Negozi e botteghe e di superficie sino a 600 mq (esclusa quella delle pertinenze) e relative pertinenze locate congiuntamente
  • in cui il locatore è soggetto IRPEF, non esercente attività d’impresa

Viene esplicitamente prevista, inoltre, l’inapplicabilità del suddetto regime sostitutivo ai contratti stipulati nell’anno 2019 qualora al 15 ottobre 2018 risulti già in essere un contratto non scaduto tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, contratto interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

Ricordiamo che il regime della cedolare secca è stato introdotto dal 2011 con riferimento all’affitto di abitazioni, e consente di “sottrarre” il reddito da locazione dall’ordinario prelievo IRPEF (addizionali regionali e comunali comprese) per assoggettarlo a un’imposta “secca” sostitutiva anche dell’imposta di registro e di bollo del 21% (per i contratti “a canone libero”) o del 10% (per il biennio 2018-2019, in caso di contratti “a canone concordato”).

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, alla luce dell’estensione dell’ambito applicativo della cedolare secca, si deve ritenere ormai superato il chiarimento a suo tempo fornito che precludeva il beneficio nell’ipotesi in cui il conduttore dell’abitazione operasse in veste di esercente attività d’impresa, arte o professione.
Viene definitivamente chiarito, quindi, che dal 2019 il beneficio è applicabile anche ai conduttori che svolgono attività commerciale con riferimento ai contratti aventi a oggetto negozi e botteghe.